Carta di credito senza controllo Crif, come ottenerla

Richiedere una carta di credito è una delle attività finanziarie più comuni, e ogni tipo di banca o istituto finanziario permette di ottenerla.

Esistono diversi tipi di carte di credito, ma non tutti possono sempre accederle e utilizzarle. Questo succede perché molte banche effettuano delle verifiche preliminari sul privato che richiede la carta. Le verifiche sopracitate sono di tipologia finanziaria, e ne consegue che cattivi pagatori e protestati abbiano molta più difficoltà ad accedere ad una carta di credito.

Per fortuna, esistono alternative alla carta di credito con controllo Crif: scopriamo come funziona.

Che cos’è il CRIF e a cosa serve

Il Crif è uno dei controlli più comuni per accedere a prestiti e carte di credito. Si tratta di un acronimo che significa “Centrale di Rischio Finanziario”, e non è altro che una funzione per scoprire se l’utente che fa richiesta di un prodotto finanziario sia stabile o abbia avuto problemi in passato.

Il motivo per cui viene così spesso richiesto è che le banche e gli altri istituti finanziari desiderano tutelarsi da soggetti che ritengono meno “affidabili”, ovvero tutti coloro che abbiano avuto qualche difficoltà a effettuare pagamenti in passato.

Il Crif, inoltre, dimostra che chi richiede la carta di credito o il prestito abbia sufficienti fondi o uno stipendio che permetta il pagamento delle rate (cioè inferiore ad un terzo dello stipendio).
Il rifiuto sulla base del Crif, dunque, può sia applicarsi a protestati o cattivi pagatori che privati che abbiano già contratto altri debiti e si trovino dunque con meno fondi per ripagare un altro debito aggiuntivo.

Il Crif, insomma, provvede a fornire informazioni come la richiesta di prestiti pendenti, prestiti rifiutati o prestiti ancora in corso. È, in parole povere, uno strumento di tutela usato sia dalle banche che dai privati.




Perché il CRIF è uno svantaggio per protestati

Abbiamo visto come il Crif sia uno strumento di tutela, ma che risulti un ostacolo quando si tratta di cattivi pagatori, protestati o privati che hanno già richiesto prestiti e che li stanno pagando in questo momento.

Questo è particolarmente vero per i protestati. Per “protestati” si intendono tutte quelle persone che hanno una storia di cattivi o mancati pagamenti di un debito che ora influenza negativamente la loro affidabilità finanziaria.
Ci sono tanti motivi per cui un privato possa aver avuto problemi con i pagamenti, spesso personali o inevitabili, ma la banca non differenzia tra le diverse tipologie.

Ma per quale motivo questo problema riguarda anche le carte di credito e non solamente i prestiti? È molto semplice. La carta di credito è di fatto uno strumento di pagamento, in cui gli acquisti effettuati non vengono addebitati subito, ma dopo un certo periodo di tempo (di solito 30-45 giorni).
In quel periodo di tempo, la banca si “accolla” il pagamento sapendo che in futuro chi possiede la carta sarà in grado di estinguerlo.

Il risultato è che quando un protestato o cattivo pagatore richiede una nuova carta di credito, la banca verificherà il Crif e si rifiuterà di accettare la richiesta.
La soluzione, per un protestato, è quella di richiedere carte di credito che non prevedano obbligatoriamente la verifica del Crif: in questo modo, potrà accedere a sua volta a una nuova carta di credito.




Richiedere una carta di credito senza CRIF

Se i protestati e cattivi pagatori hanno così tante difficoltà ad accedere alle carte di credito, vuol dire che ci debbano rinunciare?
La risposta è no, perché ci sono delle valide alternative per risolvere il problema.

La prima soluzione è ovviamente estinguere i debiti già contratti o cancellare il protesto dai pubblici registri. Questa operazione è possibile solo se si risponde a certi requisiti.
Una volta effettuata la cancellazione, si potrà richiedere una carta prepagata. La carta prepagata non è esattamente uguale ad una carta di credito, ma può essere una valida alternativa per non dover effettuare i propri pagamenti direttamente dal conto corrente.
Il funzionamento è semplice: basta ricaricarla online oppure allo sportello con l’ammontare desiderato. Un grande vantaggio della prepagata è che non si potrà mai spendere oltre alla somma che si decide di depositare, e dunque avere maggiore controllo sulle proprie spese.
Inoltre, essa funge anche come carta bancomat, ed è possibile ritirare denaro in contanti presso gli sportelli bancari. Alcune di queste carte sono internazionali, e si possono usare in un certo numero di banche all’estero.

La seconda soluzione sono le carte prepagate con IBAN, ed esistono di tipologie create proprio per i protestati.
Questa carta è simile ad un bancomat tradizionale, ad eccezione di qualche tipo di operatività in meno.
Oltre ad essere usata come carta a sé, si può anche utilizzare come conto corrente, effettuare bonifici, ricevere lo stipendio, e così via. Di solito si tratta di carte che non hanno canone, perciò gratuite.




La terza e ultima soluzione sono le carte revolving.
Questo particolare tipo di carta è simile ad una prepagata, ma con la possibilità di effettuare pagamenti superiori ai fondi disponibili.
Il debito accumulato non si paga periodicamente come con le carte di credito, ma si può ripagare tramite piccole rate minime periodiche, e ogni volta che si paga, il fondo a disposizione aumenta di nuovo. Queste carte non richiedono il Crif.
Lo svantaggio di queste carte di credito è nell’ammontare delle commissioni e del canone annuo richiesti per utilizzarla, che di solito sono più alti rispetto ad una carta di credito tradizionale; inoltre, è necessario dimostrare di avere un reddito o stipendio che permetta la restituzione del debito accumulato.

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